alberto-pagani
Gentile direttore, dei fondi diretti per l’editoria ne ho discusso nelle sedi opportune, con i rappresentanti del ministero e delle aziende. Da tempo, ancor prima della discussione sulla Legge di stabilità, ritengo che il taglio dei contributi all’editoria sia un provvedimento sbagliato: si rischia di eliminare le piccole voci sul territorio che garantiscono il pluralismo in un Paese in cui l’ informazione è fin troppo omologata. Occorre rivedere l’impiego di tutte le risorse e tutte le voci di bilancio, ma si rischia di spegnere voci democratiche e aziende che sui contributi avevano costruito i propri equilibri. Non è certo il momento di creare nuova disoccupazione, il nostro impegno deve essere quello di creare lavoro. Occorre far quadrare i bilanci e tutti devono fare sacrifici, certo, ma in questo modo i risparmi non andrebbero a compensare la perdita, sia per quanto riguarda il pluralismo democratico, sia in termini di lavoratori».
*Deputato del Pd.
(intervento pubblicato sul Settesere/QUI del 30 gennaio 2015)

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