Il Sindaco di Predappio: «Non possono fare informazione solo i potenti di sempre e quelli di turno»


Il sindaco Giorgio Frassineti, che guida per il secondo mandato l’amministrazione comunale di Predappio, sul tema contributi pubblici sì o no all’editoria cooperativa e non profit non ha alcun timore a dichiararsi del tutto contrario ai tagli, specie quelli profondi, recenti che sono stati attuati.

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Il sindaco di Predappio dalla parte dei giornalisti che lavorano nei giornali locali e in quelli di idee…

«Per forza. I territori locali sono cresciuti negli ultimi trenta anni anche per il lavoro sottile, relazionale, di quei giornalisti specializzati direi in coesione sociale. Non sono un tecnico della materia, ma di bilanci ovviamente sì. L’idea dei tagli di fatto retroattivi perché quando si percepiscono sono in ritardo di oltre un anno sono un segno di scarsa serietà e autorevolezza non dei creditori, ma dello Stato. Potrei fare degli esempi che riguardano anche la nostra comunità locale, ma preferisco astenermi per non allargare il contenzioso che esiste fra autonomie locali e regionali e Stato centrale».

Cosa pensa dell’editoria cooperativa e non profit?

«Innanzi tutto che non possiamo contemplare una informazione esclusivamente rappresentata da grandi editori multi-milionari perché se così fosse dovremmo rinunciare all’osservanza dell’articolo 21 sulla libertà di stampa. Non possono fare informazione solo i potenti di sempre e quelli di turno».

Predappio ha un rapporto con la stampa anche internazionale molto frequente…

«Sicuramente la storicità dei luoghi ha creato un circuito nel quale i grandi giornali americani, giapponesi, tedeschi, inglesi hanno una frequentazione con Predappio e anche il suo sindaco che molti Comuni non possono che invidiare. Forse anche per questo io consiglio che i quotidiani locali, specie quelli che potrebbero essere mortalmente colpiti dai tagli del Governo, si attrezzino per essere anche globali nelle loro tematiche. Si può parlare dei problemi del mondo partendo da quelli di Predappio».

La libertà dell’informazione è a rischio secondo lei?

«La libertà di pubblicare qualsiasi sciocchezza, come arma di distrazione del popolo, è super garantita mentre la buona informazione di qualità e comunque quella che rappresenta con pluralismo un territorio viene messa a rischio. Fra l’altro,e lo dico da amministratore pubblico che deve stare attento agli sprechi, mi pare che nella vicenda del taglio all’editoria cooperativa e non profit si parli di una somma di dimensione nazionale molto modesta, se è vero che è una forma di garanzia anche bancaria per un sistema di alcune migliaia di dipendenti esoci. Solo che in Italia anche quando si vogliono fare razionalizzazioni e riforme si fanno degli errori. Errori che peggiorano non solo le condizioni di un particolare settore di professionisti o di aziende, ma finiscono per ricadere sulle relazioni interne alla società. Sulla capacità di interrogarsi dei cittadini».

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