Il governatore della Campania, Stefano Caldoro: “Il pluralismo dell’informazione rappresenta una garanzia per tutti”


Napoli. Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, interviene sull’iniziativa #meno giornalimenoliberi tendente a tutelare le testate giornalistiche no-profit.
Presidente, il fondo per l’editoria è ridotto al lumicino e copre poco più del 20% del fabbisogno. Questo ha messo in ginocchio più di 200 testate giornalistiche no profit. L’informazione in Italia resterebbe solo nelle mani di quattro gruppi editoriali…
«Il pluralismo dell’ informazione rappresenta una garanzia per tutti. Ogni sforzo delle Istituzioni deve andare in questa direzione. Sono convinto che il pubblico debba dare il suo sostegno, deve fare la sua parte».
Se la situazione resta questa queste società saranno costrette a chiudere e in strada andranno circa 3mila giornalisti, senza contare l’indotto. Un peso enorme per lo stato sociale…
«Non si possono ridurre gli spazi della democrazia. C’è poi la vicenda occupazionale che pure rappresenta un’ emergenza. Penso che vadano tutelati i tanti giornalisti che da anni sono impegnati e che sia necessario individuare strumenti anche per sostenere i giovani professionisti che si impegnano quotidianamente».
Sette associazioni di categoria hanno lanciano una campagna per fare pressione sul Governo e approvare una nuova legge sull’editoria.
«Serve un intervento normativo più incisivo ed efficace, che sia al passo con i tempi».
È vero che in passato alcuni hanno approfittato di questi fondi, ma su questo ha avuto un peso la politica. È bastato un sistema di controlli adeguato per impedire gli abusi. Le associazioni chiedono controlli ancora più seri che avvengano non a un anno dall’approvazione del bilancio, ma durante la gestione corrente.
« Bisogna sostenere l’editoria ed allo stesso tempo introdurre norme che possano garantire trasparenza ed efficienza. Dal mondo dell’editoria devono arrivare proposte concrete e percorribili».

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La carta fondamentale dei diritti dell’Ue impegna ogni Paese a promuovere garantire la libertà di espressione e di informazione…
«È una sfida mondiale, riguarda tutti i Paesi e l’Italia deve essere protagonista».
Secondo una ricerca dell’Università di Oxford, l’Italia nel 2014 spende solo 30 cent pro-capite per la libertà di stampa. In Francia si spendono 18,77 euro a testa, in Gran Bretagna 11,68 euro, in Germania 6,51 euro. In Europa siamo ultimi.
«Ed è un bruttissimo primato. Bisogna invertire la tendenza puntando sui mezzi tradizionali ma che confrontandosi con le nuove sfide tecnologiche. Nelle scuole sarà necessario fare uno sforzo in più. Si dovrà dare maggiore spazio all’informazione ed alla cultura della libertà di stampa».
Tutta l’informazione locale è nelle mani delle società cooperative che vivono grazie al fondo pubblico. Senza questi soldi in Campania resterebbe solo Il Mattino. Una situazione drammatica…
«L’errore più grande sarebbe quello di vedere nemici nell’editoria. Il problema è più generale e si affronta con una visione nuova e moderna».

(intervista di Mario Pepe dal Roma del 4/3/2015)

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