Al via la seconda fase della Campagna #menogiornalimenoliberi


Dopo il no della Camera alla proposta di abolizione del contributo all’editoria e l’avvio in Commissione Cultura della Camera delle audizioni sulle proposte di Legge Coscia e Pannarale si apre una nuova fase della nostra campagna.20151021_161039#menogiornalimenoliberi ha individuato le prossime azioni di informazione da sviluppare per favorire e promuovere un adeguato livello di consapevolezza nei cittadini e nelle realtà sociali ed istituzionali, rispetto all’importanza del sostegno all’editoria cooperativa e delle altre realtà no profit: un sostegno che si basi, certo, è bene sottolinearlo ancora una volta, sul pieno rispetto delle regole, selettive e trasparenti, che sempre più devono caratterizzare l’indispensabile intervento dello Stato e che nel contempo, corrisponda alla necessità Costituzionale di garantire e promuovere il pluralismo dell’informazione nel Paese.

Un grazie, intanto, sentito a tutti coloro che hanno sostenuto e seguito la prima fase #menogiornalimenoliberi contribuendo a definirne e rilanciarne i contenuti. Tanti cittadini e tante associazioni che hanno condiviso la necessità che lo Stato si preoccupi di garantire un sistema plurale nel nostro Paese.

Chi ci ha sostenuto ha potuto, con noi, prendere atto con soddisfazione di come la Camera dei Deputati abbia ritenuto di respingere a grandissima maggioranza la proposta del legge del Movimento 5Stelle, che prevedeva l’abrogazione totale del finanziamento pubblico alle testate giornalistiche cooperative ed alle altre realtà non profit.

Si è così confermato, in coerente applicazione dell’art.21 della Costituzione, come non possa certo essere solo il mercato a determinare le condizioni necessarie affinché l’informazione possa essere pluralista ed in grado di raccontare aree sociali, culturali e territoriali, altrimenti costrette a restare escluse da questo diritto o a vederlo ridotto in molti casi ad un’unica voce.

Resta invece, ora, aperta la necessaria rivisitazione delle norme, pur già selettive, in essere per rendere la normativa sempre più trasparente, efficace ed in grado di leggere ed interpretare i cambiamenti sempre più rapidi nel modo di produrre e distribuire le informazioni.

Una necessaria spinta verso l’innovazione tecnologica ed organizzativa e verso una ancora più chiara definizione dei criteri di ammissibilità che renda sempre più efficace e trasparente il contributo pubblico per le testate di giornali e periodici cartacei, per quelli online e per le start up che siano in grado di esprimere una progettualità pluriennale e coerente in assoluta logica non profit.

E’ importante, cioè, accompagnare la discussione in Commissione Cultura di questi giorni e quella parlamentare che dovrebbe avvenire nelle prossime settimane sulle proposte di legge Coscia (C.3317) e Pannarale (3345) relativa all’“Istituzione del Fondo per il pluralismo dell’informazione e deleghe al Governo per la definizione del sostegno pubblico all’editoria”, con uno strumento di informazione e confronto con cittadini, parlamentari, realtà sociali, culturali e istituzionali. A partire proprio dall’ascolto delle tante realtà che hanno voluto fino ad ora aderire e sostenere la campagna.20151021_160842Per #menogiornalimenoliberi la necessità non è più, quindi, quella di raccogliere ulteriori firme di sostegno, quanto, invece, quella di contribuire a rendere la discussione sui contenuti di questa prima parte della più complessiva riforma dell’intera filiera dell’editoria annunciata dal sottosegretario Lotti, la più ampia e comprensibile per i diversi interlocutori.

Ecco perché serve una nuova fase della Campagna #menogiornalimenoliberi.

Chiediamo, quindi, a tutti di continuare a seguirci; di condividere e segnalarci articoli, testimonianze, interviste ed approfondimenti che possano aiutare a capire le ragioni delle proposte di riforma e a migliorarle.

Ai Parlamentari, in particolare, chiediamo non solo di intervenire ed esprimere proprie valutazioni ma anche di utilizzare il Blog menogiornalimenoliberi per avere maggiori informazioni rispetto alle motivazioni ed ai contenuti che stanno alla base dell’urgenza e della necessità di una legge di riforma.

Una legge che possa contribuire a rilanciare il settore, a dare stabilità e possibilità di programmare investimenti innovativi alle cooperative di giornalisti e alle altre realtà non profit; ma che, nel contempo rappresenti un importante strumento per costruire nuove opportunità di lavoro e di crescita professionale per chi opera nell’informazione.

Siamo pronti, intanto, a procedere insieme, come associazioni firmatarie della campagna, ricercando posizioni comuni rispetto al progetto di riforma e al percorso legislativo connesso alla legge di stabilità: avendo a riferimento alcune delle linee di contenuto enunciate in queste settimane nel confronto con il Governo per suggerire al dibattito modifiche e miglioramenti ai due testi di proposta di Legge oggi in discussione in Commissione Cultura della Camera nell’auspicio che il Parlamento possa, il più rapidamente possibile, discutere ed approvare una norma che dia stabilità e possibilità di innovazione e programmazione pluriennale.

E’ doveroso, però, per onestà nei confronti di chi ci segue e, in particolare di chi ci apprezza, segnalare che, ad oggi, resta ancora drammaticamente non risolta la questione, indispensabile per procedere concretamente e costruttivamente in questo percorso, della individuazione e corresponsione del Contributo dovuto alle testate per l’anno 2014. Un ritardo che, aldilà delle pur lodevoli intenzioni più volte ribadite dal Governo di onorare gli impegni presi, se non risolto celermente rischia di portare queste tante realtà informative alla chiusura forzata.

Va, inoltre, evidenziato, tra i punti critici e gravi di questa fase del percorso verso la legge di Riforma un elemento che nelle prossime settimane sarà fondamentale per dare ad essa prospettive e credibilità: la dimensione delle risorse che la Legge di stabilità vorrà destinare al sostegno di quel Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di durata di cinque anni, che diviene l’elemento “portante” della legge di riforma.

Oggi non vi sono ancora, nel testo della Legge di stabilità, le risorse adeguate: su questo punto l’auspicio è che il dibattito parlamentare possa porre rimedio a questa grave mancanza.

#Menogiornalimenoliberi

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